SOMATIC SLOW FLOW

Vivere il tempo del corpo

SOMATIC SLOW FLOW

Vivere il tempo del corpo

Somatic Slow Flow integra tocco, movimento e suono per accompagnare il corpo verso il recupero della sua naturale vitalità. Ogni pratica rappresenta un atto di presenza: un’occasione per creare le condizioni favorevoli all’ascolto del corpo, alla regolazione del sistema nervoso e alla prevenzione, intesa come cura continua del proprio equilibrio.

Somatic Slow Flow integra tocco, movimento e suono per accompagnare il corpo verso il recupero della sua naturale vitalità. Ogni pratica rappresenta un atto di presenza: un’occasione per creare le condizioni favorevoli all’ascolto del corpo, alla regolazione del sistema nervoso e alla prevenzione, intesa come cura continua del proprio equilibrio.

Figure di riferimento I

Corporeità e movimento

  • Frederick Matthias Alexander – The use of the self

Ha sviluppato un metodo basato sulla consapevolezza della postura e dell’uso dei sé, mostrando come la qualità del movimento possa essere trasformata attraverso l’attenzione.

  •  Moshe Feldenkrais – Awareness trough movement

Ha dimostrato come il movimento possa diventare strumento di apprendimento, migliorando consapevolezza, coordinazione e adattabilità.

  • Thomas Hanna – Somatics
Ha introdotto il concetto moderno di Somatics, riportando il corpo vissuto al centro dell’esperienza umana.
  • Alexander Lowen – The language of the body
Ha esplorato il rapporto tra corpo, respirazione, emozioni ed energia vitale attraverso la Bioenergetica.
 

Figure di riferimento I

Corporeità e movimento

  • Frederick Matthias Alexander – The use of the self

Ha sviluppato un metodo basato sulla consapevolezza della postura e dell’uso dei sé, mostrando come la qualità del movimento possa essere trasformata attraverso l’attenzione.

  •  Moshe Feldenkrais – Awareness trough movement

Ha dimostrato come il movimento possa diventare strumento di apprendimento, migliorando consapevolezza, coordinazione e adattabilità.

  • Thomas Hanna – Somatics
Ha introdotto il concetto moderno di Somatics, riportando il corpo vissuto al centro dell’esperienza umana.
  • Alexander Lowen – The language of the body
Ha esplorato il rapporto tra corpo, respirazione, emozioni ed energia vitale attraverso la Bioenergetica.
 

Il sistema nervoso non ricerca uno stato permanente di calma

La sua funzione principale è un’altra: permetterci di adattarci continuamente a ciò che la vita ci presenta. In altri termini, haa cuore la nostra sopravvivenza.
Ogni giorno il nostro organismo alterna spontaneamente momenti di attivazione, recupero, concentrazione, riposo, relazione e protezione. Non esiste uno stato ideale da mantenere costantemente. Esiste piuttosto la capacità di attraversare questi stati con flessibilità, passando dall’uno all’altro quando il contesto lo richiede.
 
La salute del sistema nervoso non si misura dalla quantità di calma che sperimentiamo, ma dalla libertà con cui possiamo passare da uno stato all’altro.
 
Tradizionalmente, il sistema nervoso autonomo viene descritto come composto da due grandi rami.
L’ortosimpatico prepara il corpo all’azione. Quando è necessario affrontare una sfida, reagire a un imprevisto o sostenere uno sforzo, aumenta la frequenza cardiaca, mobilita le energie e orienta l’organismo verso l’azione.
Il parasimpatico, invece, favorisce il recupero. Contribuisce al rallentamento delle funzioni fisiologiche, sostiene la digestione, il riposo, la riparazione dei tessuti e il ritorno a uno stato di disponibilità.
Questa distinzione rimane ancora oggi uno dei principali riferimenti per comprendere il funzionamento del sistema nervoso autonomo.

Il sistema nervoso non ricerca uno stato permanente di calma

La sua funzione principale è un’altra: permetterci di adattarci continuamente a ciò che la vita ci presenta. In altri termini, haa cuore la nostra sopravvivenza.
Ogni giorno il nostro organismo alterna spontaneamente momenti di attivazione, recupero, concentrazione, riposo, relazione e protezione. Non esiste uno stato ideale da mantenere costantemente. Esiste piuttosto la capacità di attraversare questi stati con flessibilità, passando dall’uno all’altro quando il contesto lo richiede.
 
La salute del sistema nervoso non si misura dalla quantità di calma che sperimentiamo, ma dalla libertà con cui possiamo passare da uno stato all’altro.
 
Tradizionalmente, il sistema nervoso autonomo viene descritto come composto da due grandi rami.
L’ortosimpatico prepara il corpo all’azione. Quando è necessario affrontare una sfida, reagire a un imprevisto o sostenere uno sforzo, aumenta la frequenza cardiaca, mobilita le energie e orienta l’organismo verso l’azione.
Il parasimpatico, invece, favorisce il recupero. Contribuisce al rallentamento delle funzioni fisiologiche, sostiene la digestione, il riposo, la riparazione dei tessuti e il ritorno a uno stato di disponibilità.
Questa distinzione rimane ancora oggi uno dei principali riferimenti per comprendere il funzionamento del sistema nervoso autonomo.

Figure di riferimento II

Neuroscienze e regolazione

  • Peter Levine – Waking the Tiger
Ha sviluppato la Somatic Experiencing®, mettendo in evidenza il ruolo del corpo nei processi di autoregolazione.
  • Stephen Porges – The polyvagal theory
Ha proposto la teoria polivagale, contribuendo a una nuova comprensione del rapporto tra sicurezza, relazione e sistema nervoso autonomo.
  • Bessel van der Kolk – The body keeps the score
Ha contribuito a diffondere una visione integrata del trauma, mostrando il ruolo del corpo nei processi di recupero.
  • Antonio Damasio – Descartes’error
Ha mostrato come emozioni, corpo e processi cognitivi siano profondamente interconnessi.
 

Figure di riferimento II

Neuroscienze e regolazione

  • Peter Levine – Waking the Tiger
Ha sviluppato la Somatic Experiencing®, mettendo in evidenza il ruolo del corpo nei processi di autoregolazione.
  • Stephen Porges – The polyvagal theory
Ha proposto la teoria polivagale, contribuendo a una nuova comprensione del rapporto tra sicurezza, relazione e sistema nervoso autonomo.
  • Bessel van der Kolk – The body keeps the score
Ha contribuito a diffondere una visione integrata del trauma, mostrando il ruolo del corpo nei processi di recupero.
  • Antonio Damasio – Descartes’error
Ha mostrato come emozioni, corpo e processi cognitivi siano profondamente interconnessi.
 

La teoria polivagale

Negli ultimi decenni la ricerca ha iniziato a proporre modelli sempre più articolati. Tra questi, uno dei più influenti è la teoria polivagale, sviluppata dal neuroscienziato Stephen Porges.
 
Secondo questa teoria, il nostro sistema nervoso non regola soltanto l’attivazione e il rilassamento, ma valuta continuamente, al di sotto della soglia della coscienza, il grado di sicurezza dell’ambiente in cui ci troviamo. Porges definisce questo processo neurocezione.
 
Quando il contesto viene percepito come sicuro, diventano più accessibili la relazione, la curiosità, l’apprendimento e la capacità di recupero. Quando invece prevale la percezione del pericolo, l’organismo può orientarsi verso risposte di mobilizzazione (lotta o fuga) oppure, nelle situazioni più estreme, verso stati di immobilizzazione e protezione.
 
La teoria polivagale rappresenta oggi uno dei modelli più discussi e influenti nell’ambito delle pratiche corporee orientate alla regolazione del sistema nervoso. Pur non rappresentando una verità definitiva né un consenso scientifico assoluto, ha contribuito ad ampliare il modo in cui comprendiamo il rapporto tra corpo, emozioni, relazione e percezione della sicurezza.

La teoria polivagale

Negli ultimi decenni la ricerca ha iniziato a proporre modelli sempre più articolati. Tra questi, uno dei più influenti è la teoria polivagale, sviluppata dal neuroscienziato Stephen Porges.
 
Secondo questa teoria, il nostro sistema nervoso non regola soltanto l’attivazione e il rilassamento, ma valuta continuamente, al di sotto della soglia della coscienza, il grado di sicurezza dell’ambiente in cui ci troviamo. Porges definisce questo processo neurocezione.
 
Quando il contesto viene percepito come sicuro, diventano più accessibili la relazione, la curiosità, l’apprendimento e la capacità di recupero. Quando invece prevale la percezione del pericolo, l’organismo può orientarsi verso risposte di mobilizzazione (lotta o fuga) oppure, nelle situazioni più estreme, verso stati di immobilizzazione e protezione.
 
La teoria polivagale rappresenta oggi uno dei modelli più discussi e influenti nell’ambito delle pratiche corporee orientate alla regolazione del sistema nervoso. Pur non rappresentando una verità definitiva né un consenso scientifico assoluto, ha contribuito ad ampliare il modo in cui comprendiamo il rapporto tra corpo, emozioni, relazione e percezione della sicurezza.

Figure di riferimento III

Danza ed esplorazione corporea

 

  • Isadora Duncan – My life
Ha rivoluzionato la danza moderna riportando il movimento alla sua dimensione naturale, libera e spontanea.
  • Rudolf Laban – The Mastery of Movement
Ha creato uno dei più importanti sistemi di analisi del movimento, studiando la relazione tra corpo, spazio, tempo ed energia.
  • Martha Graham – Blood memory
Ha trasformato la danza in uno strumento di ricerca sul respiro, sull’impulso e sull’espressione umana.
  • Gabrielle Roth – Sweat your prayer
Ha sviluppato i 5Rhythms®, concependo il movimento come pratica di presenza, trasformazione e conoscenza di sé.
  • Bonnie Bainbridge Cohen – Sensing, feeling and action
Fondatrice del Body-Mind Centering®, ha approfondito il dialogo tra anatomia, sviluppo e movimento.
 

Figure di riferimento III

Danza ed esplorazione corporea

  • Isadora Duncan – My life
Ha rivoluzionato la danza moderna riportando il movimento alla sua dimensione naturale, libera e spontanea.
  • Rudolf Laban – The Mastery of Movement
Ha creato uno dei più importanti sistemi di analisi del movimento, studiando la relazione tra corpo, spazio, tempo ed energia.
  • Martha Graham – Blood memory
Ha trasformato la danza in uno strumento di ricerca sul respiro, sull’impulso e sull’espressione umana.
  • Gabrielle Roth – Sweat your prayer
Ha sviluppato i 5Rhythms®, concependo il movimento come pratica di presenza, trasformazione e conoscenza di sé.
  • Bonnie Bainbridge Cohen – Sensing, feeling and action
Fondatrice del Body-Mind Centering®, ha approfondito il dialogo tra anatomia, sviluppo e movimento.
 

I tre linguaggi del Somatic Slow Flow

Somatic Slow Flow integra tre grandi aree che, insieme, formano un unico ecosistema: il tocco, il movimento e gli atti di presenza. Ciascuna può essere vissuta singolarmente oppure intrecciarsi con le altre, dando vita a un percorso costruito intorno alla persona.
 
Massaggi
Il tocco è uno dei linguaggi più antichi dell’essere umano.
Accanto a proposte classiche, come il massaggio svedese, Somatic Slow Flow comprende trattamenti orientati all’ascolto del corpo e alla regolazione del sistema nervoso, come il massaggio Évasion. L’obiettivo  è offrire al corpo un’esperienza di presenza, sicurezza e recupero.
 
Movimento
Il movimento è il linguaggio naturale del corpo.
Attraverso semplici esercizi, automassaggi e movimento libero si esplorano i concetti di  regolazione, espressione e funzioni.
L’intento è accompagnare il sistema nervoso verso una maggiore adattabilità e, quando possibile, contribuire ad ampliare quella che in ambito neurofisiologico viene definita finestra di tolleranza.
 
Atti di presenza
Ogni cultura ha sviluppato gesti, pratiche e modi di accompagnare i momenti di trasformazione della vita.
Somatic Slow Flow si ispira ad alcune di queste tradizioni, come il Rebozo e la Sobada Maya, provenienti dalla cultura mesoamericana, insieme a pratiche manuali, sonore e simboliche che fanno parte del patrimonio umano.
L’utilizzo del tamburo, delle campane tibetane e di altri strumenti sonori viene proposto come esperienza capace di favorire attenzione, presenza e ascolto del corpo. Oggi la ricerca sta esplorando sempre più il rapporto tra stimoli sensoriali, regolazione del sistema nervoso e percezione di sicurezza, aprendo prospettive interessanti anche in questo ambito.
 
La fisiologia del corpo è straordinariamente complessa e sorprendentemente semplice allo stesso tempo. Regola meccanismi di una finezza incredibile, orientandosi costantemente verso la salvaguardia della sicurezza. Allo stesso tempo, ha bisogno di esperienze piacevoli, sicure e significative per esprimere al meglio la sua naturale capacità di adattamento.
 

I tre linguaggi del Somatic Slow Flow

Somatic Slow Flow integra tre grandi aree che, insieme, formano un unico ecosistema: il tocco, il movimento e gli atti di presenza. Ciascuna può essere vissuta singolarmente oppure intrecciarsi con le altre, dando vita a un percorso costruito intorno alla persona.
 
Massaggi
Il tocco è uno dei linguaggi più antichi dell’essere umano.
Accanto a proposte classiche, come il massaggio svedese, Somatic Slow Flow comprende trattamenti orientati all’ascolto del corpo e alla regolazione del sistema nervoso, come il massaggio Évasion. L’obiettivo  è offrire al corpo un’esperienza di presenza, sicurezza e recupero.
 
Movimento
Il movimento è il linguaggio naturale del corpo.
Attraverso semplici esercizi, automassaggi e movimento libero si esplorano i concetti di  regolazione, espressione e funzioni.
L’intento è accompagnare il sistema nervoso verso una maggiore adattabilità e, quando possibile, contribuire ad ampliare quella che in ambito neurofisiologico viene definita finestra di tolleranza.
 
Atti di presenza
Ogni cultura ha sviluppato gesti, pratiche e modi di accompagnare i momenti di trasformazione della vita.
Somatic Slow Flow si ispira ad alcune di queste tradizioni, come il Rebozo e la Sobada Maya, provenienti dalla cultura mesoamericana, insieme a pratiche manuali, sonore e simboliche che fanno parte del patrimonio umano.
L’utilizzo del tamburo, delle campane tibetane e di altri strumenti sonori viene proposto come esperienza capace di favorire attenzione, presenza e ascolto del corpo. Oggi la ricerca sta esplorando sempre più il rapporto tra stimoli sensoriali, regolazione del sistema nervoso e percezione di sicurezza, aprendo prospettive interessanti anche in questo ambito.
 
La fisiologia del corpo è straordinariamente complessa e sorprendentemente semplice allo stesso tempo. Regola meccanismi di una finezza incredibile, orientandosi costantemente verso la salvaguardia della sicurezza. Allo stesso tempo, ha bisogno di esperienze piacevoli, sicure e significative per esprimere al meglio la sua naturale capacità di adattamento.